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Alexandre Aleman

Alexandre Aleman

Buongiorno a voi e grazie per l’opportunità di presentare me stesso, ma soprattutto di far conoscere a tutti la nuova “Residenza Rivabella” a Magliaso.

Io sono nato e cresciuto nel Canton Berna prima e Jura poi. Ho un percorso di base nella sanità, con specializzazioni nel ramo della psiche e rispettivamente nella conduzione del personale e nel management. Ho lavorato spesso con progetti innovativi, come lo sviluppo del sistema sanitario all’interno del carcere preventivo del Comando di Polizia del Canton Berna, negli anni della guerra in Bosnia ho lavorato per la Croce Rossa Svizzera  e avevo la responsabilità sul piano nazionale di tutti i centri sanitari di confine per gli immigrati e al sud delle alpi, dopo aver lavorato un paio d’anni per imparare l’italiano presso una struttura sanitaria del cantone, sono diventato il primo infermiere cantonale per il Canton Ticino e ho contribuito allo sviluppo dei criteri minimi di qualità negli istituti sanitari ospedalieri e case per anziani. 15 anni orsono mi è stata offerta la possibilità di riprendere la direzione della Residenza Rivabella a Magliaso e l’avventura è iniziata.

Salve Sig. Aleman, la Residenza Rivabella è uno dei “fiori all’occhiello” del Malcantone, quali sono le caratteristiche principali e la filosofia della vostra struttura?

Siamo una struttura di vita, di riabilitazione, di vacanza dove i clienti godono del privilegio di vivere in un angolo di paradiso del Malcantone direttamente al lago. La Residenza Rivabella garantisce agli ospiti totale indipendenza finché è gradita e possibile – completa libertà nell’organizzazione della propria vita – secondo i desideri e le aspettative di ognuno. Il reparto cure della residenza per anziani, con una grande dotazione di personale, il servizio alberghiero al top e personalizzato, il servizio cure a domicilio interno con il nostro personale per i clienti che vivono negli appartamenti, l’essere sempre a disposizione anche per accompagnamenti privati sono parte integrante della nostra filosofia per sostenere e aiutare i residenti nelle loro esigenze quotidiane.  Il personale di ogni reparto si prende carico con serietà e gentilezza di tutte le necessità e desideri dei clienti, che sia solo per un soggiorno di riabilitazione, di vacanza o per vivere la propria vita quotidiana in compagnia. I nostri clienti devono sentirsi sempre a casa, attorniati di affetto e sorrisi e certi che tutto il personale rispetti la dignità dell’essere umano sempre. Anche la gastronomia e la dietetica sono il fiore all’occhiello di Rivabella. Nell’ultimo anno, a grande richiesta della clientela, l’azienda ha deciso di privilegiare, quando possibile, l’acquisto di prodotti Bio e Demeter. Il chef Ernesto Menegotto e la sua brigata riescono a soddisfare i palati più esigenti sempre in maniera personalizzata e tenendo conto di eventuali esigenze personali.

Recentemente la vostra struttura ha affrontato importanti lavori di ampliamento, che novità hanno portato?

L’ampliamento e la riqualifica dell’intera struttura ha comportato la costruzione di 13 nuovi appartamenti a disposizione degli ospiti e la creazione di una nuova ala di spazi e servizi, tra cui uno studio medico in cui operano vari specialisti, e una modernissima SPA dotata di piscina, sauna, bagno turco, percorso Kneipp, stanza del sale e area massaggi. Inoltre, al piano terreno della residenza abbiamo creato una vera e propria piazza del paese, attrezzata con un baretto (che la sera può diventare un piano bar) e diverse piattaforme direttamente sullo stagno nel parco dove è possibile incontrarsi, sedersi al sole, chiacchierare e socializzare. Un grande prato completamente rinnovato che scende dolcemente fino al lago, mentre una serie di percorsi pedonali sinuosi permettono un utilizzo totale e circolare dell’area. Tutto il percorso attraverso il parco è accessibile facilmente ai mezzi ausiliari e praticabile da tutti. 

All’interno della residenza, nella prima costruzione della Rivabella, considerata casa anziani, la luce del sole penetra dal tetto a vetri e illumina il bellissimo giardino d’inverno. Tutte le stanze vi affacciano e vi si svolgono le attività ricreative durante i mesi freddi, nonché concerti, un’esposizione permanente d’arte e altre iniziative culturali. Le stanze sono tutte dotate di TV, telefono, internet, radio, cassetta di sicurezza, frigobar, aria condizionata, impianto di chiamata d’emergenza, terrazza o giardino, pavimento in materiali naturali e bagni con doccia senza ostacoli architettonici. I residenti possono decidere come arredare gli spazi, o portando i mobili da casa propria oppure scegliere tra le svariate possibilità di mobili che abbiamo in dotazione. Dopo l’ampliamento la scelta di appartamenti, rispettivamente camere o suite è ottimizzata ed i clienti possono scegliere di soggiornare dove sia più confacente alle loro necessità.

Desidero in particolare ringraziare la famiglia di Gallo, gruppo proprietario della Rivabella e di tantissime altre strutture in Svizzera interna, che da anni mi danno fiducia, sostegno e che hanno avuto la costanza e il coraggio di investire nonostante le difficoltà dell’ultimo anno. 

In un luogo importante e delicato come il vostro, com’è stata gestita e affrontata la pandemia?

È stata veramente dura. Durante la prima ondata siamo riusciti con lo sforzo di tutti, o forse solo per fortuna, a non avere alcun caso all’interno della struttura, ma comunque il non poter avere contatti fisici, il non poter incontrare i propri cari e, anche tra i residenti stessi, dover tenere le distanze, le mascherine che non aiutano nella comunicazione, è stato veramente triste e a lungo andare angosciante. Quando poi, durante la seconda ondata sono sopraggiunti alcuni casi, anche per il personale, che ha messo l’anima e il cuore in tutti questi lunghi mesi per far sorridere e sentire bene i residenti è stato come cadere per terra. Ringraziamo il vaccino che ha permesso a tutti di rialzarsi, ritrovare il sorriso, il sole negli occhi e parenti ed amici. Si risale la china, ma questa esperienza lascerà un segno indelebile nell’anima di ognuno di noi. L’importanza della relazione umana con empatia è ancora più evidente di prima.

Lei vive da parecchio tempo nel Malcantone, qual è il suo rapporto con il nostro territorio e che cosa apprezza particolarmente?

Come spiegavo ho vissuto per tanti anni nel Canton BE/JU, ho fatto gli studi nel Canton VD e da quando sono arrivato in TI nel 1996 ho avuto la fortuna di abitare nel Mendrisiotto, nel Bellinzonese e ho lavorato nel Locarnese. Dal 2008 abito nel Malcantone, ma sin dal 1997 ho una piccola barca che uso regolarmente sul Ceresio. Ogni angolo di questo territorio è ormai parte integrante di me. Apprezzo moltissimo la zona e la vivo costantemente. Certamente dipende anche dalla mia apertura verso la gente, ma mi sento a casa. Cosa apprezzo maggiormente? Gli angoli di paradiso sparpagliati qua e là nel Malcantone. Certamente Rivabella è uno di questi e ho la fortuna di esserci ogni giorno da tanti anni. Quando mi trovo nel parco e assaporo la bellezza del posto, vedo i diversi colori del lago e della natura mi sorprendo anche dopo tutti questi anni. 

Cosa si augura e cosa spera per il futuro della nostra Regione?

Per il Malcantone e per tutti gli abitanti, frontalieri, vacanzieri sarebbe davvero bello se fosse realizzata la galleria per togliere un po’ di traffico. Ovviamente adoro sognare …. Effettivamente il traffico è una delle problematiche più importanti e più complesse da risolvere, ma in tutte le situazioni l’importante è trovare i compromessi tra tutti gli attori per arrivare ad ottenere dei risultati.

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