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Aranno

Aranno

ll Comune di Aranno è situato sul versante sinistro della Valle della Magliasina ad una altitudine di 733 m s.l.m., adagiato su un terrazzo da cui si gode di una incomparabile veduta su Pura, Lavena Ponte Tresa ed il Monte Lema; da alcuni angoli del paese si riescono persino ad ammirare il lago Maggiore ed il Monte Rosa. Aranno, come altri villaggi della Regione Malcantone, ha origini molto antiche; a testimonianza di ciò rimangono, ad esempio, alcune antiche lapidi tombali che mostrano iscrizioni in un alfabeto nord-etrusco, adottato in epoca successiva dai Celti.
Il paese si presenta come un borgo medievale, formato da portici e vicoli; gli interventi edilizi non ne hanno mutato la struttura e nel 1997, Aranno ha ricevuto il Premio Aspan per il piano particolareggiato di protezione del nucleo storico. Di notevole interesse architettonico sono poi la chiesa barocca di San Vittore Mauro, al margine meridionale del paese, e la cappella della Beata Vergine di Caravaggio, la quale sorge sul trivio per Cademario e Breno.

Il toponimo Aranno (in dialetto ticinese Arànn)

Nei primi documenti antichi a partire dal ‘200, in modo sparso incontriamo i nomi Rano, Ranno, Arano (il più antico e frequente), per arrivare, all’inizio del secolo scorso, al definitivo Aranno. In passato si è ipotizzato che all’origine del
nome Ranno ci sia il rhamnus (ranno), pianta spinosa che cresce nei boschi e, si dice, che un tempo servisse ridotta in cene-
re, a fare il “ranno” per mettere a mollo il bucato. Secondo la tradizione locale da qui avrebbe trovato origine il nomignolo af-
fibbiato agli arannesi: i “Masarée” (cioè fradici, a mollo).
Ma attualmente si può formulare anche un’altra ipotesi partendo da “ARA –”: Il Dott. Dario Petrini del Centro di dialettologia della S.i. fa riferimento a un possibile plurale femminile in –ann (sul modello di tósa, tósann – ragazza, plurale ragazze) del termine antico latino “HARA”, che significa “stalla” e che ha dato luogo, per esempio, al toponimo “Madonna d’Arla”. Questa ipotesi si riferisce alla particolare pronuncia della n finale, dentale (come “nano”) e non velare (come in “ancora”). Inoltre, spesso a un nome di persona si aggiunge “ann” per formare nomi di luogo in riferimento a possedimenti, come ad esempio “Muzzano”, dal nome di persona “Mutius”. Ma per verificare questa ipotesi andrebbero effettuate alcune ulteriori verifiche do-
cumentarie: quella della presenza nei documenti antichi di forme significative femminili e plurali del toponimo in “-ann” e quella della presenza del finale femminile plurale (sempre -ann) nell’area dialettale in questione, oltre che, naturalmente, quella relativa alla presenza in questa zona del nome comune ára (stalla). A questo proposito si può pensare alla parola “èra”, presente nel dia-
letto di Aranno, che indica lo spazio esterno alla casa, in italiano “aia”. In conclusione, quindi, il toponimo “ARÁNN” (in dialetto, poi italianizzato in “Arano” e poi “Aranno”) potrebbe essere derivato dal plurale di “ára” (grazie al fina-
le –ànn, e significare dunque semplicemente “STALLE”, come appunto “Madonna d’Arla”). Si può quindi pensare che
Aranno, in un lontano passato, sia stato un villaggio prevalentemente costituito da stalle (del tipo “maggengo”), non possedendo un alpe.

Cenni Storici

Il paese, come indicato da alcune iscrizioni su pietre tombali nord-etrusche, risulta abitato da tempi antichissimi, essendo sorto attorno ad un edificio di culto di epoca romana. Viene ricordato dalla tradizione un castello situato sul luogo della chiesa e del cimitero attuali; altri ritengono però che lo stesso villaggio fortificato costituisse il “castrum”. Nell’anno 880 l’imperatore Carlo il Grosso ne confermò la donazione fatta dall’imperatrice Engilberga al Monastero di Sant’Ambrogio di Milano.
I confini giurisdizionali comunali tra Aranno e Cademario vennero fissati nel 1317, ma ancora nel 1567 erano fonti di continui litigi.

Personaggi illustri

Fulvio Pelli (1951), dottore in diritto, già presidente del Partito Liberale Radicale svizzero e deputato al Consiglio nazionale.

Domenico Pelli (1657 – 1728), architetto ed imprenditore.

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