I patriziati svolgono da secoli un ruolo fondamentale nella gestione del territorio e nella tutela delle risorse collettive. Nel Malcantone, questa tradizione continua a vivere e ad evolversi grazie all’impegno dell’Associazione Patriziati del Malcantone. Ne parliamo con Marco Marcozzi, presidente dell’Associazione.
Sig. Marcozzi, cosa sono i patriziati e che origine hanno?
I patriziati in Ticino sono enti autonomi di diritto pubblico, distinti dai Comuni, proprietari di beni d’uso comune (boschi, alpeggi, terreni) situati sul territorio di un Comune. Gestiscono, conservano e valorizzano questo patrimonio, che copre oltre la metà del territorio cantonale, a favore della comunità locale e nel rispetto delle tradizioni. I patriziati ticinesi traggono origine dalle vicinie medievali, antiche organizzazioni rurali che gestivano in comune beni come boschi, alpi e pascoli. Con la nascita del Cantone Ticino nel 1803, queste comunità si sono distinte dai Comuni (di natura amministrativa), diventando corporazioni di diritto pubblico dedite alla gestione del patrimonio territoriale, di cui detengono oltre il 75% dei boschi. Personalmente ritengo siano enti “storici” in senso positivo, aperti a nuove sfide e con una grande progettualità per essere protagonisti nella valorizzazione e gestione del territorio e del patrimonio culturale.
Come e quando nasce l’Associazione Patriziati del Malcantone?
L’associazione nacque nel 2013 su impulso del Patriziato di Cademario e del suo compianto presidente, Rudy Vanetta, che condusse anche la neonata associazione nei primi anni di vita e attività. Attori attivi furono anche l’ufficio forestale del 6 circondario e l’associazione dei comuni Regione Malcantone. L’idea fu di unire le forze dei singoli enti per incrementare le collaborazioni sul fronte amministrativo e progettuale con lo scopo di rendere il paesaggio e il territorio del Malcantone sempre più attrattivo dopo i grandi progetti di recupero delle selve castanili. Da segnalare che prima della nascita dell’associazione vi erano già degli esperimenti di collaborazione tra più patriziati.



Quanti patriziati rappresenta e che tipo di collaborazione esiste tra di loro?
L’Associazione dei Patriziati del Malcantone riunisce i 17 enti patriziali della regione con l’obiettivo di:
a) Tutelare e promuovere gli interessi economici, sociali e culturali degli enti patriziali della regione
b) Discutere i problemi che interessano gli enti patriziali, favorirne la soluzione nel rispetto dell’autonomia di ogni Ente
c) Favorire la collaborazione con i comuni e le associazioni del distretto per il raggiungimento di scopi di interesse regionale
d) Favorire la collaborazione con l’Alleanza Patriziale Ticinese
Qual è la missione dell’Associazione e quali obiettivi si pone?
La missione dell’associazione è unire le forze per fare grandi progetti con poche risorse. Il tutto in uno spirito sereno e amichevole. Maggiori informazioni sull’associazione e le sue attività sono disponibili sul sito www.patriziatimalcantone.ch. Lavorare insieme significa anche organizzarsi e ricercare i fondi per la realizzazione dei progetti in modo coordinato. I progetti che abbiamo realizzato sino ad oggi non sarebbe stato possibile portarli a termine senza il contributo finanziario di Cantone, Comune, Ente regionale per lo sviluppo, fondazioni, ecc. che ringraziamo di cuore.
Quali sono i principali progetti realizzati dall’Associazione e quali sono quelli in cantiere?
Il primo progetto realizzato fu l’intervento di conservazione e valorizzazione delle fontane patriziali. Riconoscendo il valore storico e tradizionale delle fontane patriziali era stata avviata una ricerca atta a rilevare e a catalogare tutte le fontane patriziali sparse sul territorio di cui esisteva ancora la memoria. In base a questo catasto, sono state censite ben 96 fontane distribuite su tutto il territorio del Malcantone. Grazie a questo studio i Patriziati del Malcantone hanno valutato quali fontane necessitavano di interventi di sistemazione più o meno urgenti.
Sulla via degli alpeggi: un itinerario da gustare è un altro bel progetto.
La Monte Lema SA, in collaborazione con l’Associazione dei Patriziati del Malcantone e Lugano Region, ha sviluppato cinque itinerari escursionistici individuali che conducono dalla vetta del Monte Lema al piano.
Si è inoltre recuperata, mantenuta e valorizzata la rete escursionistica locale del Malcantone, quale complemento alla rete escursionistica ufficiale gestita da Lugano Region. La rete pedonale permette di raggiungere le varie località a piedi o in bicicletta, senza ricorrere all’automobile. Parallelamente favorisce il turismo in Malcantone che è un turismo legato al territorio e alle possibilità di conoscerlo. Gli interventi hanno interessato 78 km di sentieri, 22 km di piste sterrate e 30 km di strade quali collegamenti. Questi sentieri sono demarcati con un cartello bianco e sono mantenuti soprattutto dai Comuni.
Vi è poi il progetto degli archivi patriziali del Malcantone, un importante progetto in fase di ultimazione. La classificazione e il riordino cronologico di documenti e incarti degli archivi con l’obiettivo di rendere consultabili e facilmente reperibili i documenti. L’operatore è l’Archivio di Stato. Il materiale classificato sarà depositato presso il museo di Curio.
Attualmente stiamo lavorando a un grande progetto che concerne l’albero simbolo del Malcantone: il castagno, al quale è pure stato dedicato un libro didattico (Malcantone: terra di castagni).
In data 16 aprile 2025 la Sezione forestale ha presentato l’approvazione tecnica dello studio preliminare inerente all’Istituzione di una riserva forestale orientata nel comprensorio dell’Alto Malcantone. Lo studio propone di destinare 35 selve a Riserva forestale, per un totale di 117.2 ha, con l’obiettivo di garantire una gestione agroforestale tradizionale. L’alto numero e la notevole superficie di selve castanili nella regione dell’Alto Malcantone ne caratterizzano fortemente il paesaggio e ne diversificano la componente forestale. Il grande valore delle selve in diversi ambiti, fra i quali quelli naturalistico e storico, è ampiamente riconosciuto
Qual è, secondo lei, il valore aggiunto dei patriziati per la collettività?
Molto importante poiché dietro le quinte viene fatto un lavoro enorme con risorse scarse e con un impegno notevole da parte dei volontari. La collaborazione con i Comuni è di fondamentale importanza per offrire dei servizi territoriali di qualità alla comunità tenendo viva l’identità di un luogo dove si è nati o dove si è deciso di vivere. La mia speranza è che le giovani generazioni vengano coinvolte e accompagnate affinché possano essere loro a perpetuare i valori patriziali, con i propri metodi e la propria sensibilità.




