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  Chantal Dhungana (Nidhi) ci parla della fisioterapia classica

Chantal Dhungana (Nidhi) è la titolare della Fisioterapia Gaia di Gravesano. Chantal è fisioterapista dal 1998, diplomata alla scuola Bethesda Spital di Basilea.

Signora Chantal, quali sono le competenze di una fisioterapista ?

Il fisioterapista ha come compito di accompagnare chi ha problemi al sistema motorio verso la guarigione o a raggiungere il miglior stato possibile (= tornare a vivere il quotidiano il più possibile vicino alla normalità) con l’aiuto di diverse tecniche, apparecchi e mezzi. Una volta raggiunto l’obiettivo, dove è necessario, il fisioterapista segue anche il mantenimento dello stato raggiunto con l’igiene posturale e con stratagemmi ergonomici e pratici. Ad esempio per i bambini/ragazzi si può cercare uno sport che appassioni e mantenga la forza muscolare, idem per gli adulti. Le cause dei casi clinici sono varie: disfunzioni, traumi, malattie, operazioni relative ai sistemi nervoso, scheletrico, muscolare, respiratorio e cardiaco. In realtà chiamarla solo “classica” è riduttivo, perché con il tempo, l’esperienza, i corsi di aggiornamento e la crescita personale per me è diventata “Fisioterapia OLISTICA”. Questo significa che dal “prettamente fisiologico e biomeccanico” di cui mi occupavo da “neodiplomata” ho cominciato a considerare, già da parecchi anni, la persona che mi si presenta in terapia sotto i suoi aspetti e le sue particolarità. Ad esempio è molto importante comprendere se, nella percezione della propria “malattia”, il paziente nasconde qualche paura. Il primo compito, quello di spiegargli bene che cosa ha e di rassicurarlo. In seguito ho imparato a non fare “quella che guarisce i pazienti”, ma a creare una collaborazione con la persona per il primo obiettivo importante: stare meglio. Dopo questo primo importante passo si continua la terapia e allo stesso tempo cerco di mandare un messaggio molto importante: la guarigione è nelle sue mani, non nelle mie. Questo significa che, per alcuni versi, sono necessari anche piccoli cambiamenti nel suo stile di vita…

Chantal Dhungana (Nidhi)

Lei si occupa principalmente di fisioterapia classica, in che cosa consiste ?

Premetto che la chiamo “classica” in contrapposizione alla fisioterapia che viene insegnata oggi, basandomi sulle informazioni di alcuni stagisti che ho seguito. La formazione odierna sta sempre più avvicinandosi al metodo dei “protocolli” come fanno i medici e poi molti fisioterapisti (a detta di pazienti che vengono da me) usano spesso i macchinari: significa che dei 30 min di fisioterapia le mani sono sul paziente solo tra i 5-10 min. Questo a me non piace, perché credo che lo strumento principale siano proprio le nostre mani; se necessario, si possono poi sempre utilizzare anche i macchinari. In quanto ai protocolli ho sempre insegnato ai miei tirocinanti che non sono i pazienti ad adattarsi alle nostre tecniche, ma siamo noi che adattiamo loro le nostre conoscenze/tecniche OGNI VOLTA E OGNI GIORNO. In questo mondo che si specializza sempre di più, con “fisioterapia classica” intendo la conoscenza base di tutte quelle tecniche necessarie per trattare dallo sportivo all’anziano e dal ragazzo all’adulto che si presentano con qualsiasi problema motorio o di dolori, cioè il kit di conoscenze base con il quale sei in grado di trattare qualsiasi caso clinico. Nel corso della propria vita ci si può sempre aggiornare e approfondire più aspetti: per esempio, io ho frequentato diversi corsi di “Trigger points” e anche la formazione neuro pediatrica, che mi ha dato molti spunti anche per la terapia “classica” e infine, sono anche maestra di nuoto e terapista in acqua (MAC Millan e Sohier). Peccato che non ho la piscina… Inoltre ho arricchito la fisioterapia con gli oli essenziali, sia in diffusione e quindi rilassanti, sia come supplemento all’olio di massaggi e piano piano sto imparando a creare miscele da massaggio “su misura” che i pazienti possono provare a casa. Questo aiuta nella gestione dei dolori, altra parte importante della nostra professione. È da circa 4 anni che uso gli oli essenziali per me e su di me, ora sono pronta a condividere la mia esperienza positiva con i miei pazienti. In quanto all’esperienza motoria personale ho frequentato corsi di Thai Qi, Qi Gong, yoga e diverse danze dal Tip Tap alla Capoeira, dal Flamenco al Rock’n’Roll acrobatico e Latino Americano a coppie… oltre agli sport praticati da giovane: nuoto, sci, pattinaggio artistico e balletto sia classico che moderno e, per un breve ma intenso periodo, ho frequentato un corso per imparare a suonare la batteria. La “curiosità motoria” mi ha portata fino a lì! Questo bagaglio di esperienze motorie sono preziose per lo svolgimento della mia professione. Dal mio viaggio in India nel 2003 ho riportato a casa una visione ancora più olistica e tecniche di massaggio molto più energetiche con l’uso di aromi e suoni ho sviluppato un massaggio che ho chiamato “Body Balancing” e poi mi sono appassionata allo yoga che adatto a esercizi da fare a casa.

In quali casi bisogna far ricorso alla fisioterapia classica?

In realtà, in casi clinici che hanno a che fare con il sistema nervoso, muscolo-scheletrico, respiratorio e anche cardiaco. Dunque dolori, stati post-operatori, post-traumatici o dovuti a malattie. Noi fisioterapisti ci occupiamo di tutto ciò che impedisce il movimento e lo svolgimento dell’ADL (vita quotidiana: dall’alzarsi, vestirsi, prepararsi per uscire, cucinare, faccende domestiche, hobbies ecc.). Nel mio studio ho uno spazio molto versatile perché posso trattare sia usando il lettino che trasformando lo spazio in una piccola sala da ginnastica e dunque passare anche alla riabilitazione sportiva e propriocettiva (coordinazione inter- e intramuscolare) e al rinforzo muscolare. In realtà il massaggio è abbastanza snobbato da alcuni fisioterapisti; io lo adotto spesso e ho imparato a “nasconderci” tecniche che agiscono su diversi altri tessuti oltre ai muscoli.  Lo uso anche come mezzo di “anamnesi” perché mi permette di sentire dove ci sono tensioni e quindi di capire anche com’è l’organizzazione motoria e allo stesso tempo mette il paziente a suo agio nel primo contatto con me. Visto che io adoro massaggiare perché mi sembra che le mie mani “comunichino” con il corpo che toccano e creano una specie di danza che porta al rilassamento (molto prezioso ai giorni nostri) e allo stare meglio, ecco che il mio studio si trasforma in un’oasi accogliente e rilassante.

Quali sono i vantaggi e i benefici che apporta?

Qualsiasi fisioterapia porta allo stare meglio e a una maggior consapevolezza del proprio corpo. Una fisioterapia olistica porta la persona a prendere in mano la propria salute e questo fa sì che non si senta “sfigata”, dunque impotente, bensì capace di gestire meglio i propri malesseri e di conseguenza più attiva nella propria guarigione.

Quali sono i criteri principali che adotta per capire quali trattamenti necessitano ai singoli clienti?

Dopo tutto quello che ho detto, rispondere è facile: con la collaborazione di chi vuole star meglio. Da parte mia, adotto  le terapie apprese e sempre con il “feed back” di chi le riceve, capisco o decidiamo insieme cosa è meglio al momento per chi mi sta davanti, giacché non siamo solo diversi tra di noi, ma possiamo anche essere diversi a seconda di cosa ci è capitato quel giorno: una sorta di terapia “here and now” (altro dono del mio viaggio in India) dunque porto le persone a sentire il proprio corpo e a capire cosa hanno bisogno in quel momento. In un secondo tempo, insieme, cerchiamo soluzioni oppure “esercizietti” da inserire nel quotidiano. Questo non significa che si devono fermare e fare gli esercizi sul tappetino (a chi me lo chiede, sì, anche questo) ma sono ben pochi che ne hanno il tempo; perciò introduco piccoli attivazioni muscolari/movimenti durante la camminata, durante le ore che passano seduti al lavoro: cioè inserisco mini esercizi nel quotidiano della persona. Se ci pensiamo: 20 min di esercizi al giorno, che chance hanno contro le migliaia di attività, posture e movimenti che facciamo nella giornata?  Le posture sbagliate si formano nell’attività giornaliera della persona, dunque ha più senso cercare di inserire piccoli accorgimenti  durante le azioni quotidiane. Questo è molto efficace perché poi, si instaura una sorta di automatismo che dura nel tempo: si arriva anche ad accorgersi se le cose vengono fatte in modo “sbagliato” o frettoloso. C’è da fare una precisazione che per me è sacra: qualsiasi tecnica/esercizio io usi sui miei pazienti, l’ho provata prima su me stessa. Mai mi butterei ad applicare una nuova tecnica appresa senza provarla io per prima, anzi molto spesso esercizi o accorgimenti arrivano dalla mia esperienza personale.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Fisioterapia Gaia

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