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  Gloria Guidi Nobile

Gloria Guidi Nobile è una pittrice il cui percorso artistico si distingue per sensibilità, sperimentazione e profondità emotiva. Nata in Friuli e residente da anni ad Arosio, nell’Alto Malcantone, ha saputo intrecciare la ricchezza delle sue origini con l’ispirazione offerta dai paesaggi e dall’anima del Ticino. Attraverso il suo gesto pittorico, Gloria Guidi Nobile dà voce ai silenzi dell’anima, aprendo spazi di riflessione intima e universale.

Signora Guidi Nobile, potrebbe raccontarci le tappe fondamentali del suo percorso artistico?

Sono impiegata di commercio di formazione.  La passione per la pittura è scaturita tardi all’incirca verso i 25 anni, a quei tempi da autodidatta adoravo eseguire dei piccoli quadri naif, ricordo che dipingevo addirittura in ufficio durante la pausa, rinunciavo al pranzo, mi rifugiavo in una saletta conferenze e mi dedicavo alla pittura, naturalmente poi alla sera a casa, continuavo l’opera. Mancavano comunque le basi e le conoscenze tecniche per cui mi iscrissi a dei corsi per adulti, e così presi sempre più interesse.  Naturalmente negli anni seguirono parecchi altri corsi di pittura in Svizzera e all’estero e mi dedicai sempre più assiduamente a quest’arte.

Come nasce la scelta delle tecniche pittoriche? Segue più l’istinto, il tema o il materiale che ha tra le mani?

Per anni, ho spaziato dal figurativo a olio tendente al realismo, raccontando le esperienze dei miei viaggi, all’astratto usando materiali diversi come carta, cortecce e diversi materiali, passando dall’informale, e non da ultimo anche l’amore per la montagna che ho cercato di esprimere su diverse tele. Amavo sperimentare diversi stili, anche perché non si è mai finito d’imparare, forse sono ancora alla ricerca della mia strada, questo vagare per me è una necessità. Attualmente da un paio di anni però mi sono concentrata su uno stile ben preciso che concentra il mio desiderio di esprimermi sia con l’astratto che con il figurativo.  Sono lavori abbastanza immediati, molto colorati dove c’è una base dipinta con colori acrilici o pigmenti, alcune volte applico delle paste acriliche, della carta e in seguito prendono forma le figure a carboncino che possono essere sia persone che oggetti. Decido il tema e poi sviluppo l’opera che lentamente si manifesta, lasciandomi ispirare dall’istinto.

Ci sono artisti o movimenti che l’hanno influenzata in modo particolare?

Certo sono innamorata degli impressionisti, Monet è il mio preferito. I primi tempi mi sono lasciata ispirare a lungo da essi. Ma amo comunque moltissimo anche i pittori rinascimentali, tardo rinascimentali e barocchi, ho appena seguito un corso tenuto alla Cascina di Sorengo dalla storica dell’arte Dr.ssa Emanuela Rindi tutto improntato su Caravaggio e il suo tempo, affascinantissimo. Il suo innovativo uso del chiaroscuro, il suo stile rivoluzionario per quei tempi e la sua capacità di rappresentare la condizione umana con emozionante intensità sono ineguagliabili.

Quali sono i temi ricorrenti della sua arte?

In effetti ci sono dei temi ricorrenti, nonostante i molteplici stili, mi piace spesso affrontare i vari aspetti della vita, i sentimenti, le incertezze, le paure, le inquietudini che attanagliano l’animo umano, una è la paura dell’ignoto, della vecchiaia, sempre però con una visione ottimistica, stranamente proprio l’opposto di come sono io, abbastanza pessimista, probabilmente sulla tela imprimo proprio ciò che in fondo vorrei essere. Nei mei quadri rappresento spesso le diverse stagioni della vita dall’infanzia all’età adulta, fino alla vecchiaia; momenti ben distinti fra loro per una diversa consapevolezza di sé, per le necessità, le aspirazioni e i timori che caratterizzano ogni fase.

Lei ha una mostra personale permanente presso l’Associazione MAGGIO a Serocca d’Agno. Cosa rappresenta per lei questa esposizione duratura e in che modo è possibile visitarla?

Attualmente in Malcantone espongo in tre ambienti diversi che però sono collegati tutti e tre da un significato sociale. Negli uffici dell’Associazione Maggio (assistenza e cura a domicilio) da anni ho una mostra permanente dove alterno, all’incirca ogni 12/24 mesi le mie opere, presentando i vari stili che ho prodotto in questi ultimi tempi.  Cerco sempre di esporre quadri a tinte vivaci per colorare le giornate dei collaboratori che svolgono questo nobile professione, e che si prendono cura delle persone che necessitano di assistenza nel loro ambiente domestico, impegno che io ammiro tantissimo, avendo provato personalmente ciò che significa con i miei genitori anziani che necessitavano di cure. Attualmente all’associazione Maggio si possono vedere le opere della serie “Corpi in prestito”, si tratta delle ultime mie produzioni. Che siano oggetti o persone mi concedo la libertà di prenderli in prestito per interpretare il mio immaginario, seguendo le emozioni che mi evocano, e dietro ogni immagine c’è una storia, una motivazione. Alcune volte scrivo pure sulla tela il significato legato al contesto o a un’intenzione specifica. L’esposizione si può visitare tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00, si trova in Via alla Campagna 13 a Serocca d’Agno. Sempre nel Malcantone a Pura in questo periodo e fino ai primi mesi del 2026 espongo al Ristorante “Osteria del Milo” in Contrada Pozzo 9, le opere della serie “Il filo della Vita”. Si tratta di un filo di lana che accompagna tutte le opere visibili in questa esposizione. Un filo conduttore con un inizio, uno sviluppo e un futuro, una specie di scansione temporale che raffigura il percorso della nostra esistenza, con la ricerca dell’imprevedibilità della vita e il desiderio di dar voce anche a chi non ne ha. Il Ristorante ha aperto con una nuova gestione da un po’ più di 1 anno, oltre che preparare degli ottimi manicaretti lo staff ha una missione, quella di offrire alle persone fragili l’occasione di rimettersi in gioco attraverso esperienze lavorative ed è proprio anche per questo motivo che abbiamo scelto, di comune accordo con Davide (maître e sommelier), di esporre il tema qui sopra descritto.  L’esposizione si può visitare tutti i giorni dalle 8.30-14.30/17.00-23.00 salvo il mercoledì che il ristorante è chiuso. Per ambedue le mostre se ci fossero degli interessati alla mia presenza, previo appuntamento, sarei ben lieta di poterli accompagnare. Ancora dal Malcantone, ho recentemente ricevuto con grande piacere l’invito a esporre in modo permanente presso lo studio Counselling (consulenza psicosociale), situato all’interno del World Trade Center di Agno. In questo spazio accogliente, i counsellor Simona Mazzagatti, Simona Rodio e Maurizio Quadri, offrono alle persone un sostegno prezioso, fondato sull’ascolto empatico e sul rispetto profondo, accompagnandole nell’affrontare momenti di difficoltà e crisi temporanee attraverso un percorso di crescita e autoconsapevolezza. Le opere che presenterò saranno pensate per armonizzarsi con la sensibilità del luogo e il ruolo del counsellor: nel tempo alternerò diversi stili, privilegiando creazioni rilassanti e contemplative, capaci di contribuire a un ambiente sicuro e stimolante, dove sia possibile esplorare liberamente pensieri ed emozioni.

Lei ha scelto di stabilirsi ad Arosio, nell’Alto Malcantone. Cosa significa per lei vivere e creare in questa zona e in che modo il Malcantone con i suoi paesaggi, il suo spirito, e la sua comunità, si riflette nella sua arte?

Certo abito ad Arosio dal 1993, mio marito ed io abbiamo proprio scelto questo luogo perché ne eravamo innamorati. Amiamo moltissimo la montagna, appena possiamo effettuiamo delle escursioni in zona, come pure anche in tutte le zone montuose del Ticino. Il Malcantone con il suo variegato paesaggio, che spazia dal lago alla montagna, offre tantissimo, non si finisce mai di scoprire nuovi angoli preziosi, si fanno degli incontri autentici, si respira un’aria di calma in contrapposizione alla vita frenetica di oggigiorno. Sono sempre stata alla ricerca della pace e della tranquillità e qui l’ho trovata, e queste sensazioni mi aiutano moltissimo sia nella vita privata che nell’ambito della mia passione per l’arte. Non so se si riflette nella mia arte, ma so che mi aiuta tantissimo.

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