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I sindaci del territorio: Eolo Alberti, sindaco di Bioggio

Biografia

Nasco a termine all’ospedale Civico di Lugano, 31 ottobre 1958 e il mio peso era di soli 1 kg e 900 gr, così mia madre decise di chiamarmi Eolo, perché piccolo piccolo. Solo in età adulta mi sono reso conto quanto il mio nome mi piaceva e mi si addiceva e rispecchiava molto la mia persona. Nella fase adolescenziale, un po`come molti giovani (in quel periodo), non avevo molta voglia di studiare. Ero molto attratto dai lavori manuali, curioso della vita e facevo parte di un gruppo di amici che sembrava essere il mio mondo. Così decisi di fare un apprendistato (elettricista). Una volta concluso, tuttavia, e dopo aver compiuto il servizio militare, decisi di continuare gli studi fino alla laurea e il dottorato in diritto. Oggi, sono direttore amministrativo di Hospitasuisse, società che opera nel settore ospedaliero (anestesiologico), con alle dipendenze oltre 60 persone! Sono sposato con Dafne ed insieme abbiamo tre figli: Aurora, Davide e il piccolo Geo. Oltre all’ incarico professionale, sono sindaco del mio comune, Bioggio, sono parlamentare e presidente della conferenza dei sindaci. Molti incarichi e tante soddisfazioni, anche se non sempre facili, ma mi piace molto pensare a me stesso come ad una persona che fa, che agisce e che cerca di risolvere concretamente i problemi che incontro, mi concentro su di essi per trovare la soluzione. La politica è una vera passione che porto avanti negli anni e soprattutto dalla mia giovane età. A volte credo che non sia corretto pensare se una cosa è giusta o sbagliata: è più coerente pensare che ognuno ha un’esigenza o una visione diversa che deve essere rispettata. Tutte le esperienze, personali, professionali e politiche mi hanno reso quello che sono oggi, in passato ho viaggiato molto ma sono sempre tornato a Cimo e non avrei mai voluto un altro luogo in cui vivere o fare crescere i nostri figli, perché credo fermamente che l’identità dei luoghi rispecchi la nostra identità.

Buongiorno Sindaco, ci parli della sua esperienza come sindaco, che sensazioni e emozioni le da questa carica?

La vita da Sindaco è un’esperienza umana che mi fa sentire riconoscente al popolo che ha deciso di onorarmi con questo titolo, che quotidianamente mi porta a confrontarmi, con le esigenze. Negli ultimi anni, ho cercato alleanze con tutte le persone politicamente attive nel comune e indipendentemente dall’orientamento politico. Assieme continuiamo a contribuire con grande forza a costruire ciò che oggi è Bioggio, un comune ideale per le famiglie, per i bambini, per i giovani e per gli anziani. Tra le varie iniziative abbiamo rinnovato totalmente la scuola elementare, ristrutturato Villa Soldati (la casa rossa) attuale sede della polizia, realizzato un nuovo Eco Centro, costruito due nuovi posteggi comunali, e speriamo presto anche il nuovo asilo! Questo ruolo in ogni caso è significativo per me come uomo, come cittadino impegnato e ricco di senso civico e di spirito di servizio per il contesto sociale e per i miei concittadini. Mi capita costantemente di fermarmi a parlare con tutti, quando sono fuori a passeggiare o a fare la spesa, mi capita di raccogliere una cartaccia da terra (anche se non sono stato io a gettarla), mi capita di spostare un pezzo di legno nei boschi che potrebbe fare inciampare qualcuno…mi capita quotidianamente di prendermi cura del posto dove vivo. Concludo con le parole di un noto filosofo, Umberto Curi che nel suo libro “Le parole della cura” dice: avere cura nei confronti di qualcuno vuol dire per prima cosa “prendere a cuore“, essere “preoccupati per“ e io cerco di fare questo: faccio politica per passione e mi prendo cura dell’ambiente in cui vivo e dei mei concittadini e questo che mi fa sentire bene e felice.

Per quale aspetto della sua città va personalmente fiero? 

Per quanto mi riguarda nutro un sentimento profondo di attaccamento al paese in cui vivo e che risulta non avere cambiato la sua identità negli anni. Tra l’altro, Bioggio rimane un comune attrattivo dal punto di vista fiscale, ha subito un’evoluzione demografica positiva con un picco di crescita negli anni 2000, molte strutture sono state rinnovate ed è un comune che cerca di essere sempre al passo con i tempi, un punto strategico per potersi muovere verso nord o verso il sud, sia con i mezzi propri che con i trasporti pubblici in quanto è servito da ben due stazioni della ferrovia Lugano – Ponte Tresa ( Bioggio e Bioggio Molinazzo), senza trascurare il verde che lo circonda. Inoltre, è un comune che conserva una bellissima storia e architetture religiose come, per esempio, la chiesa parrocchiale di San Maurizio, attestata nel 1261 ed eretta nel V-VI secolo, oppure la chiesa di Sant’Illario (collocata su una collina dominante il paese, del XVI secolo), senza trascurare poi la Chiesa di Santa Maria (che sorge sul colle sovrastante Cimo e Iseo). Bioggio è conosciuta anche per le sue architetture civili, mi riferisco a Palazzo Riva, Palazzo Rusca sede dell’amministrazione comunale (dove ospita pure interessanti e apprezzate mostre di artisti ticinesi), la casa degli Avogadri dove ha sede la banca Raiffeisen, nel centro del paese, con un salone decorato da stucchi e all’esterno un affresco settecentesco, Casa Balestra, ornata di stucchi ottocenteschi, opera di Pietro (1829-1910) dove nei giorni nostri, ogni anno si festeggia la sagra del pane.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro di Bioggio? 

Abbiamo ancora diversi progetti da portare a termine. Primo fra tutti (ed è in corso) la sistemazione di Via Cademario, la porta di entrata di Bioggio: vogliamo dare una nuova e accogliente immagine al centro del comune e creare un ambiente vivibile e conviviale su di una nuova e riveduta piazza degli Orti, il tutto abbellito da una nuova fontana, che richiama e ricorda cosa era quella via d’ingresso dell’allora paese di Bioggio. Si procederà con la realizzazione della nuova Scuola dell’Infanzia, così come alla costruzione delle nuove camere mortuarie. A breve dovremo pensare a dei nuovi posteggi sia nelle frazioni che a Bioggio e sistemare, oserei dire ampliare la sala multifunzionale adiacente al Parco Comunale: Bioggio è cresciuta e con lei anche le sue esigenze. Non possiamo farci trovare impreparati! Un altro progetto da implementare è la realizzazione di nuove palazzine con appartamenti a pigione moderata, da destinare in prevalenza alle persone della quarta età. Tutte queste opere dovranno senz’altro essere scaglionate nel tempo, in considerazione dell’evoluzione finanziaria: vogliamo mantenere stabile il nostro fabbisogno e di conseguenza un moltiplicatore di imposta interessante e inalterato rispetto a quello attuale. Vorrei continuare a vedere, anzi a vivere, in un comune vivibile e sempre gestito con razionalità e buon senso.

La nostra rivista ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare il Malcantone, cosa si augura e spera per il futuro della nostra regione?

Il Malcantone è una regione dove la natura la fa da padrona, in particolare il Medio e Alto Malcantone, che è composto da diversi paesi, situati a diverse altitudini e quindi, molto attrattivo non solo per le persone che ci abitano, ma pure per i turisti. Grazie alla cura del territorio, esistono una moltitudine di passeggiate ben tracciate e che collegano i villaggi e permettono di godere di fantastici paesaggi. Un punto caratteristico, per esempio, è il Monte Lema, che si può raggiungere a piedi o con la funivia che parte da Miglieglia! Tuttavia, ciò di cui ha veramente bisogno il Malcantone tutto è di potersi liberarsi, o anche solo alleggerirsi del traffico giornaliero. Inutile stare a soffermarsi sul numero di passaggi veicolari, che è talmente elevato da non fare invidia alle grandi città europee. Credo che solo con il potenziamento della rete Treno-Tram potremo realmente vederne un beneficio significativo in termini di riduzione del traffico moto veicolare. Andare da Ponte Tresa a Lugano Stazione e Centro in meno di mezz’ora diventa veramente attrattivo!

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