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I sindaci del territorio Piero Marchesi, sindaco di Tresa

I sindaci del territorio Piero Marchesi, sindaco di Tresa

Nato nel 1981, attinente di Sessa, sposato con Claudia e papà di Reto. Imprenditore e dirigente aziendale con formazione superiore in elettrotecnica, è in possesso di una laurea magistrale con l’Executive Master of Business Administration (EMBA). Precedentemente di Monteggio, dall’aprile del 2021 è Sindaco di Tresa. Dal 2019 è eletto in Consiglio nazionale per l’UDC, di cui è Presidente cantonale. È membro del CdA della Banca Raiffeisen del Malcantone e membro del Comitato esecutivo dell’Ente Regionale di Sviluppo del Luganese (ERS-L). Nel 2020 fonda una società fiduciaria, la Ticiconsult Sagl con sede a Lugano, che impiega quattro collaboratori residenti.

Buongiorno On. Marchesi, il 18 aprile dell’anno scorso 2021, diveniva sindaco di Tresa, la nuova aggregazione di comuni del Malcantone, ci faccia un consuntivo di questi primi 12 mesi  

Buongiorno! È stato un periodo molto impegnativo dove abbiamo cercato di far funzionare al meglio la nuova struttura organizzativa, composta dall’unione delle quattro dei precedenti Comuni di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa. Abbiamo lavorato molto per ottenere un’organizzazione snella ed efficace, ispirata all’economia privata con un chiaro organigramma, mansionari per ogni collaboratore, gestione per obiettivi e programmi informatici che permettono di digitalizzare il più possibile il lavoro quotidiano e codificando chiari processi lavorativi. Un altro obiettivo era quello di mantenere la qualità dei servizi offerti dai singoli Comuni, ora quartieri, cercando passo dopo passo di renderli più omogenei sull’intero territorio. Per fare ciò, oltre ad agire a livello pratico con misure puntuali sul territorio, abbiamo elaborato i vari regolamenti. A partire dal regolamento comunale principale, che definisce le condizioni generali nella gestione del Comune, a quelli più di dettaglio che regolano la gestione del personale, dei rifiuti, dell’acqua potabile, degli incentivi in ambito energetico, ecc. La “macchina amministrativa” non funziona ancora a regime, ma grazie all’impegno di tutti i collaboratori facciamo ogni giorno un passo nella direzione della maggior efficienza. In questo periodo abbiamo poi portato avanti e terminato diversi progetti ereditati dai precedenti Comuni. Ora è tempo di guardare al futuro elaborando i vari progetti indicati nel progetto aggregativo, che hanno l’obiettivo di rilanciare il Comune, permettendogli davvero di diventare il Comune delle famiglie. Mi riferisco ai servizi extra scolastici, all’asilo nido, ai progetti di mobilità quali la pista ciclabile lungo la Tresa, il centro sportivo e quello della gestione del territorio. Ovviamente, non potremo fare tutto e subito, ma è importante cominciare a pianificare i vari investimenti in relazione al piano finanziario, che dovrà comunque garantire di mantenere un moltiplicatore d’imposta attrattivo. 

Per quale aspetto di Tresa va personalmente e particolarmente fiero? 

È il luogo dove sono nato e cresciuto, ho un particolare attaccamento a questa terra e mi fa molto piacere che i suoi cittadini abbiano deciso di approvare questo progetto di aggregazione che, non sarà la panacea per tutti i mali, ma fornisce una chiara visione di progettualità e ottimismo, concetto che solamente pochi anni fa era invece soffocato dal campanilismo e della paura di cambiare. 

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro di Tresa? 

Molto positivo, soprattutto se come Municipio saremo bravi nel coinvolgere il Consiglio comunale e soprattutto la popolazione nel partecipare attivamente a far vivere questo progetto. Abbiamo molte idee sul tavolo, forse addirittura troppe, ma questo è positivo perché conferma la voglia di cambiare, di agire per rendere il nostro Comune e regione più attrattiva per i cittadini, le famiglie e le aziende. Ci sono progetti molto concreti, che possono in breve tempo portare miglioramenti ai servizi e creare quelli nuovi. Altri più futuristici, come ad esempio Eureka, che propone una riorganizzazione del territorio e della mobilità del quartiere di Ponte Tresa, permettendo di riacquisire l’accesso al lago eliminando il viadotto stradale e creando una riva lago a beneficio di tutti i cittadini.

La nostra rivista ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare il Malcantone, cosa si augura e spera per il futuro della regione?

Dopo Tresa sono nati e partiti altri progetti aggregativi, penso a Bioggio con Aranno, Neggio e Vernate, o quello del medio Malcantone. Sono tutti progetti che, come il nostro, prendono atto delle difficoltà che vive la regione e che cercano attraverso una riorganizzazione istituzionale di avere una visione per il futuro. Oltre ad augurare alla popolazione di questi Comuni di saper cogliere l’opportunità dei progetti aggregativi, spero si possano portare a termine i progetti in ambito di mobilità come la circonvallazione tra Agno e Bioggio e il potenziamento della rete Tram – Treno del luganese, progetti che daranno un importante valore aggiunto a tutta la regione, che soffre il problema del traffico ormai da decenni.

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