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I sindaci del territorio Thierry Morotti, sindaco di Agno

I sindaci del territorio Thierry Morotti, sindaco di Agno

51 anni (nato il 12.12.1970), Thierry Morotti è sindaco di Agno, comune in cui è nato e cresciuto, dal 2016 (dopo 8 anni nell’esecutivo in qualità di Municipale). 

Sposato con Monica, ha tre figli (Aurora, Zaccaria e Ginevra). Con lei condivide la passione dello sci nautico, anche se la sua prima passione giovanile è stata il calcio. Dopo aver militato a buoni livelli in prima divisione con l’allora FC Tresa e con il FC Mendrisio, ha giocato anche in serie B con il Chiasso (1996) e poi per diverse stagioni con l’FC Malcantone Agno, il cui presidente era il papà Giuseppe. Da ricordare che, dopo il fallimento del FC Lugano del 2003, fu proprio il titolo del Malcantone Agno a salvare il club bianconero da una ripartenza dalle categorie amatoriali.

Con due diplomi nel settore assicurativo, oggi è membro di direzione della Valfinas SA di Bellinzona, società di intermediazione assicurativa. Tra le sue altre attività, è membro di comitato del FC Paradiso e del Carnevaa di Tri Re di Agno.

Buongiorno Sindaco, ci parli della sua esperienza come primo cittadino, che sensazioni e emozioni le da questa carica?

Essere sindaco è soprattutto una “missione”, essendo un politico di milizia. Una missione che ti impegna 24 ore su 24. L’aspetto che più mi piace, e che per me che sono nato e cresciuto ad Agno vale il doppio, è il contatto con i cittadini.

La responsabilità è tanta, e non è sempre scontato risolvere tutti i problemi. Si fa del proprio meglio, spesso confrontandosi con persone tecnicamente più preparate su una materia specifica. L’aspetto che meno mi piace è la consapevolezza di non riuscire ad aiutare e far contenti tutti. E, per quanto si possa pensare diversamente, spesso c’è molta solitudine di fronte a scelte importanti. Le critiche, invece, non sono un problema, e specie quando ben motivate, sono un grande stimolo. Fortunatamente, ad oggi, ho sempre avuto la sensazione che i cittadini siano con me, offrendomi sovente attestati di stima e incoraggiamenti. E questo aiuta tanto. Una nota particolare la dedico ai matrimoni: in questi lunghi anni ho avuto l’onore di celebrare tante unioni, anche da fuori Agno. Tra i motivi, la disponibilità ad ospitare matrimoni anche il sabato. Oltre ad una sala e ad un’ambientazione esterna veramente suggestive.

Per quale aspetto della sua città va personalmente fiero? 

Alla domanda desidero rispondere sotto due aspetti: uno di stretta attualità e l’altro più generale. Nell’ultimo periodo, sono particolarmente fiero di come la gente ha reagito alla pandemia, rispettando sempre le regole e collaborando attivamente con l’amministrazione pubblica, con gli enti sanitari, con le forze di polizia e con i tanti, fantastici, volontari. Per tutto ciò, non smetterò mai di dire grazie.

Un motivo di fierezza generale, che ho sempre avuto, è la consapevolezza di vivere in un territorio attrattivo, vivibile per tutte le fasce d’età e variegato. Basti pensare al lago, apprezzato da residenti e turisti soprattutto in estate, quando hanno luogo vari eventi o quando, più semplicemente, è bellissimo abbandonarsi al tepore del sole. E poi non scordiamoci che Agno racchiude tanti servizi e attività per chi la vive, che spesso fanno comunità: al netto del periodo pandemia, c’è sempre stata molta iniziativa nel campo delle manifestazioni culturali e sportive. Abbiamo i servizi extrascolastici di AGAPE, il centro diurno ricreativo per la terza età. Inoltre sono attive diverse associazioni che vivono il paese. Ci sono diversi parchi giochi, un percorso vita molto frequentato e una pista ciclabile. I servizi essenziali sono tutti presenti e ben organizzati. Non per niente, anche l’aumento demografico ha premiato la completezza di Agno. La crescita va comunque sempre sostenuta con criterio, visione e programmazione, nonché condivisione con la popolazione.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro di Agno? 

Il futuro di Agno lo continuo a vedere molto bene. Assieme all’esecutivo e al consiglio comunale, abbiamo portato avanti numerosi progetti migliorativi per il territorio e la nostra gente. Equilibrio finanziario, comunicazione trasparente e pianificazione sostenibile sono punti chiave e irrinunciabili.

Entrando nello specifico dei singoli progetti, quello che rivoluzionerà in meglio la vita del nostro Borgo sarà la futura circonvallazione Agno-Bioggio che, nelle prospettive, cambierà tante cose. Conseguenze dirette saranno una maggior sicurezza per le zone abitate e il centro del paese, una viabilità migliore per i residenti, 18’000 veicoli di passaggio in meno, meno smog, meno rumore. Ci contiamo molto. Un altro progetto è quello della rete tram-treno, che dimezzerà i tempi di accesso a Lugano per chi prende il mezzo pubblico.

Ma, in generale, i progetti sono tanti, alcuni dei quali dedicati alle fasce più sensibili della popolazione, quali bambini, ragazzi e anziani. 

La nostra rivista ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare il Malcantone, cosa si augura e spera per il futuro della nostra regione?

Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio stupendo e che tutti ci invidiano per posizione, clima, servizi e opportunità. È un angolo del Ticino che andrebbe rivalutato da chi lo vive e riscoperto dai tanti turisti che ci hanno già apprezzato o che ci privilegeranno in futuro della loro visita. E, non scordiamolo, il Malcantone ha anche una grande attrattiva per le aziende, che rappresentano un importante elemento di indotto e innovazione. Richiamare turisti e aziende, oltre che soddisfare appieno i cittadini, passa non solo attraverso tutti i miglioramenti e le sfide di cui ho appena accennato, ma anche attraverso una cultura del territorio basata su educazione, senso civico, appartenenza e accoglienza. Tutti fattori che in parte abbiamo già nel nostro DNA e verso i quali soprattutto noi amministratori pubblici dobbiamo dare l’esempio. Il mio augurio finale, quindi, è quello di un Malcantone sempre più apprezzato da chi lo vive e da chi è qui anche solo di passaggio, poiché le potenzialità per fare bene ci sono sempre. 

In tal senso, desidero ringraziare la vostra rivista per l’attenzione dedicata al nostro territorio e per la qualità dei suoi interessanti contenuti.

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