
Daniela, dopo il successo di “Leo e la sua stella”, è arrivato un nuovo libro: “Il viaggio di Nicolò”. Come è nata l’idea di questa nuova storia?
Dopo l’esperienza di “Leo e la sua stella”, sentivo il desiderio di raccontare una nuova storia che trasmettesse un messaggio importante, soprattutto per i bambini di oggi. L’idea del “Il viaggio di Nicolò” è nata proprio da questa riflessione: viviamo in un mondo in cui tutto è immediato, mentre credo sia fondamentale riscoprire il valore dell’attesa e della pazienza.
C’è un legame tra il primo libro e questo nuovo progetto, oppure si tratta di una storia completamente diversa?
Si tratta di una storia completamente diversa. All’inizio ero indecisa se dare continuità al primo libro con un seguito di “Leo e la sua stella” oppure se intraprendere un nuovo percorso narrativo. Alla fine ho scelto di raccontare una storia nuova, con un personaggio e un messaggio diverso, perché sentivo il desiderio di esplorare altri temi e offrire ai lettori una nuova esperienza.
Chi è Nicolò e quale viaggio intraprende all’interno del libro?
Nicolò è il protagonista della storia ed è ispirato al mio bambino. Fin da quando aveva circa due anni mi parlava spesso di un suo grande sogno: visitare Parigi. Naturalmente, essendo così piccolo, avrebbe voluto partire subito, nello stesso momento in cui mi ha confidato questo desiderio.
Se nel primo libro parlavi molto di emozioni e paure dei bambini, quali temi affronti invece in “Il viaggio di Nicolò”?
Se nel primo libro ho voluto soffermarmi soprattutto sulle emozioni e sulle paure che spesso accompagnano i bambini nella crescita, per questo libro ho scelto di affrontare temi come il valore dell’attesa e la capacità di gestire le proprie emozioni.
Scrivere il tuo secondo libro è stato diverso rispetto al primo? Hai affrontato il processo con più sicurezza o con nuove sfide?
Scrivere il mio secondo libro è stato sicuramente un’esperienza diversa rispetto al primo. Con la pubblicazione di “Leo e la sua stella” avevo già acquisito una maggiore consapevolezza su come muovermi una volta pubblicato. Soprattutto per quanto riguarda la presentazione e la distribuzione del libro.
Allo stesso tempo è stata anche una nuova sfida. Avevo qualche timore che il tema potesse non essere accolto allo stesso modo, ma fortunatamente i riscontri ricevuti finora sono stati molto positivi. Questo mi ha dato grande soddisfazione e mi ha confermato quanto sia importante continuare a raccontare storie che trasmettono valori e emozioni.
Durante la scrittura ti sei ispirata a esperienze personali o a momenti vissuti con i tuoi figli?
Sì, assolutamente. Anche in questo caso la storia nasce da un’esperienza molto personale vissuta con mio figlio Nicolò. Il suo grande desiderio di visitare Parigi, una città che lo affascina molto, soprattutto per la Torre Eiffel.
Questo sogno, raccontato con l’entusiasmo e l’immediatezza tipici dei bambini, è stato per me una grande fonte di ispirazione. Proprio da qui è nata l’idea di trasformare quel desiderio in una storia, capace di parlare ai più piccoli dell’importanza di sognare, ma anche di imparare ad attendere il momento giusto per realizzare i propri sogni. Chissà, magari proprio quest’anno riusciremo finalmente a realizzare anche il suo.
Che tipo di messaggio vorresti trasmettere ai bambini – e magari anche ai genitori – attraverso questa nuova storia?
Attraverso questa nuova storia vorrei trasmettere ai bambini l’importanza di saper attendere e di comprendere che non tutto può accadere immediatamente. L’attesa, anche se a volte può sembrare difficile, fa parte del percorso di crescita e può insegnare molto.
Allo stesso tempo il libro vuole parlare anche ai genitori, ricordando che è normale, a volte, perdere la pazienza o sentirsi sopraffatti dalle emozioni, anche da adulti. È un messaggio che invita alla comprensione reciproca tra grandi e piccoli, sottolineando quanto sia importante affrontare insieme emozioni, attese e sogni.
C’è una scena o un passaggio del libro che per te ha un significato speciale?
Sì, c’è un passaggio del libro che per me ha un significato molto speciale. È il momento in cui la mamma dice a Nicolò: “Sai Nicolò, anche noi adulti a volte possiamo perdere la pazienza e non sempre riusciamo a gestire le nostre emozioni”.
Questa frase nasce da un episodio reale vissuto con mio figlio. Ricordo che quando glielo dissi per la prima volta mi guardò con grande stupore, quasi incredulo, come se fosse difficile immaginare che anche gli adulti potessero provare le stesse difficoltà dei bambini nel gestire le emozioni.
Ho voluto inserire questo momento nella storia proprio perché credo sia importante far capire ai bambini che le emozioni fanno parte della vita di tutti, grandi e piccoli, e che imparare a riconoscerle e gestirle è un percorso che accompagna la crescita di ognuno di noi.
Come reagiscono i bambini quando leggono o ascoltano le tue storie? Hai ricevuto qualche feedback che ti ha particolarmente emozionata?
Le reazioni dei bambini sono sempre molto spontanee e sorprendenti. Quando entro nelle classi e racconto che il libro è stato scritto da me, spesso rimangono stupiti, quasi come se fosse qualcosa di difficile da immaginare. Da quel momento iniziano a farmi tante domande, soprattutto su come nasce un libro e su tutto il processo che porta dalla storia alla pubblicazione.
Uno dei feedback che mi ha emozionata di più è stato quello di una bambina che, per un compito scolastico in cui doveva presentare un progetto creato da lei, ha scelto di ricreare proprio il mio libro. È stato un gesto che mi ha colpita molto, perché vedere che una storia può ispirare la creatività e l’immaginazione dei bambini è una delle soddisfazioni più grandi
Dove possiamo trovare e acquistare “Il viaggio di Nicolò”?
Presso Migors, Manor e Coop. Oppure nelle libreria SEGNA LIBRO LUGANO o Libreria CASAGRANDE Bellinzona
Infine, dopo questo secondo libro, dobbiamo aspettarci altre storie in futuro?
Assolutamente si, é già in produzione, ma uscirà dopo l’estate 2026.
Ho preferito attendere per la pubblicazione, in modo da concentrarmi sulle presentazioni scolastiche e nelle librerie.





