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Judo Club Ceresio Caslano

Tra le numerose associazioni ed enti sportivi del nostro territorio, una posizione di spicco la occupa sicuramente il Judo Club Ceresio Caslano. Parliamo di questo storico e glorioso club, con il Presidente Barbara van Troostenburg e il Responsabile Tecnico, Jasmine Radaelli.

Signora van Troostenburg, come e quando nasce il Judo Club Ceresio Caslano?

A dicembre 2026 celebreremo i 60 anni del nostro club, una storia iniziata a Rivera, quando un gruppo di amici appassionati di arti marziali fondò la società tra entusiasmo e risorse limitate, usando persino materassi militari come tatami. Dopo vari spostamenti, il club trovò casa a Caslano nel 1974, grazie al Consorzio scolastico del Basso Malcantone, che mise a disposizione una sede moderna e gratuita. Ancora oggi, dopo 50 anni, il sostegno delle istituzioni ci permette di crescere e trasmettere i valori del judo ai giovani. Ne siamo profondamente riconoscenti.

Come è strutturato il club e a quali competizioni partecipa abitualmente?

Il nostro club conta circa 70 soci tra i 5 e i 20 anni. I più piccoli iniziano con gioca judo, mentre dai 7 anni si passa alla pratica suddivisa tra debuttanti, corso base, pre-agonisti e agonisti. Negli ultimi anni, investiamo energie per ricostruire un gruppo motivato nell’agonismo e nella pratica adulta. Partecipiamo alle attività cantonali e organizziamo la Coppa Malcantone, torneo che accoglie 250 giovani atleti. I nostri judoka prendono parte ai tornei nazionali svizzeri fino ai 14 anni e al circuito ranking dai 15 anni, con l’obiettivo di qualificarsi ai Campionati Svizzeri. Offriamo anche Tai Chi Chuan per adulti.  

Quali sono i valori fondamentali che il club cerca di trasmettere ai suoi membri?

Jigoro Kano, fondatore del judo, ci ha trasmesso principi educativi profondi, ancora oggi fondamentali e che noi cerchiamo di trasmettere ai nostri membri. Mutua prosperità e benessere insegna il rispetto e la collaborazione per crescere insieme. Massima efficacia con il minimo sforzo guida nell’uso intelligente delle energie, utile nello studio e nella vita. Miglioramento personale e sociale spinge ogni judoka a evolversi, assumendosi responsabilità verso sé stesso e gli altri. Questi valori, oltre il tatami, formano individui resilienti, disciplinati e consapevoli, pronti ad affrontare le sfide con determinazione.

Signora Radaelli, ci racconti un po’ del suo percorso nel judo: come ha iniziato e cosa l’ha portata a diventare responsabile tecnico?

Ho iniziato a praticare judo a dieci anni, dopo molte insistenze con i miei genitori che inizialmente erano contrari. Mio nonno è stato il mio primo tifoso-sostenitore: grazie a lui ho potuto avvicinarmi al mondo dell’agonismo. Terminato il politecnico, ho potuto coronare un sogno con due anni intensi da semiprofessionista a Bologna. Oggi sono docente di educazione fisica nelle scuole elementari e unisco la mia esperienza sportiva e professionale nel ruolo di responsabile tecnico, con l’obiettivo di educare attraverso il judo.

Qual è la sua filosofia di insegnamento? Cosa cerca di trasmettere agli atleti, oltre alla tecnica?

La mia filosofia di insegnamento parte da un allenamento di base solido e da un approccio pluridisciplinare, che aiuti i ragazzi a sviluppare diverse capacità motorie. Oltre alla tecnica, cerco di trasmettere il rispetto verso i compagni, fondamentale per creare un gruppo unito, sereno e motivato, dove ognuno si senta valorizzato.

In che modo il judo può influenzare positivamente la crescita personale di un giovane?

Nel judo, cadere non è solo una sconfitta, ma un’opportunità per crescere. Rialzarsi dopo una proiezione insegna resilienza, determinazione e consapevolezza. Questo principio si riflette nella vita: ogni ostacolo è un’occasione per migliorarsi. L’allenamento delle cadute (ukemi) sviluppa sicurezza e capacità di reazione, proprio come la preparazione mentale ai momenti difficili. Il judo è più di uno sport: è una scuola di vita che insegna a superare le sfide con disciplina e forza interiore.

Malcantone Magazine, ha lo scopo di promuovere e valorizzare il territorio, cosa vi augurate e sperate per il futuro della regione?

Ci auguriamo che il Malcantone continui a crescere come territorio che valorizza lo sport e l’educazione fisica, riconoscendoli non solo come strumenti di benessere, ma anche come veicoli di crescita personale e sociale. Il Judo Club Caslano, sostenuto con generosità dal Municipio, offre un ambiente ideale per trasmettere valori di disciplina e resilienza. Organizziamo l’unico torneo giovanile cantonale oltre ai campionati ticinesi, ma servono più spazi e volontari per farlo crescere. Con un’offerta sportiva ampia, speriamo che il judo continui ad essere una scelta privilegiata, rafforzando il legame tra sport, comunità e sviluppo del territorio.

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