Skip to content

L’antica tradizione apostolare

L’antica tradizione apostolare

Il rito dell’Apostolare ( implorare la grazia degli apostoli) era un particolare tipo di devozione a cui si dedicavano le gestanti che credevano fosse in pericolo la vita materiale e spirituale del bambino che aspettavano. Si recavano in chiese nella cui abside si trovavano affrescate le figure dei dodici apostoli e ricevevano dodici candele che accendevano  in corrispondenza dell’immagine di ogni apostolo. Veniva celebrata la messa, cui seguiva la recita delle litanie dei santi. Insieme ai parenti più prossimi, le gestanti accompagnavano con la preghiera il lento consumarsi delle candele. L’apostolo davanti al quale si spegneva l’ultima candela indicava il nome da imporre al futuro nascituro. Questo rituale è stato molto diffuso fino alla metà del secolo scorso, anche se sembra che ancora oggi giovani donne vadano ad implorare la grazia di una gravidanza e di un suo buon esito.

In Canton Ticino questa antica tradizione si svolgeva in numerose chiese romaniche, in particolare in quella di Santo Stefano al Colle, ubicata nell’Alto Malcantone  a Miglieglia, nella parte alta del paese. Risalente al XII secolo, questa antica chiesa é stata edificata ad unica navata con pianta rettangolare e ha subito numerosi restauri dal 1959 al 1971. Accanto al lato sud si erge l’alto campanile romanico. Il coro, voltato a crociera, ha le pareti completamente ricoperte di affreschi eseguiti, secondo l’iscrizione, nel 1511. Sulla parete frontale: scena del Calvario con i Santi Stefano ed Antonio Eremita; sulle pareti laterali: gli apostoli raffigurati all’interno di archi; nelle lunette: Natività ed Epifania; sulle vele della volta: Cristo in maestà, Padri della Chiesa ed Evangelisti; sull’arco frontale: profeti a mezza figura; sulla chiave d’arco: l’Agnello di Dio. Sull’arco trasversale verso il coro: i re del Vecchio Testamento, Santo Stefano raffigurato due volte (probabilmente seconda metà del Cinquecento); la Madonna e i santi Giuseppe ed Antonio Eremita risalgono ad epoca precedente. Sull’arco trasversale verso la controfacciata: Santa Caterina, con data 1479. In chiesa sono stati pure recuperati frammenti di un affresco del XII secolo. Ai piedi della chiesa un antico ossario quattrocentesco con affreschi poco leggibili. La chiesa é aperta tutto l’anno con entrata gratuita.

Condividi!

Condividi su facebook
Share on Facebook
Condividi su twitter
Share on Twitter
Condividi su linkedin
Share on Linkdin
Condividi su pinterest
Share on Pinterest